Partner


















Associated Partner




Bridge:
Successful Pathways for the Second Generation of Migrants

Il fenomeno delle "seconde generazioni" di migranti riguarda ormai da tempo tutta l’Europa. Dai più recenti studi su tale fenomeno emergono alcune caratteristiche che accomunano la generazione dei figli dei migranti nei diversi paesi europei: da un lato questa generazione vive in un contesto europeo pluralistico e multiculturale che dovrebbe facilitare l’accettazione della differenza; dall’altro lato esiste il rischio di dovere affrontare difficoltà di inserimento sociale e ostacoli derivanti da pregiudizi da parte della popolazione autoctona, che possono ripercuotersi in modo negativo sulla costruzione della identità personale e sociale dei discendenti di migranti nonché sulla loro autostima.

Che cosa si intende per "seconde generazioni di migranti"? Alcuni studiosi preferiscono parlare solo di "discendenti di migranti", mentre altri utilizzano il concetto di seconda generazione per indicare tutti quei soggetti che hanno almeno un genitore di origine straniera e che sono nati nel paese in cui i loro genitori sono immigrati oppure in cui sono arrivati in giovane età (durante la loro socializzazione primaria).

Alcuni sociologi americani (Portes, 1996) parlano di 2G per riferirsi ai figli dei migranti nati nel paese in cui vivono, distinguendoli dalla generazione 1,75 (arrivati nel paese d’immigrazione durante la prima scolarizzazione) e la generazione 1,50 (arrivati negli anni dell’adolescenza). Tutti gli altri soggetti sono considerati primo-migranti.

Questo progetto europeo si focalizzerà soprattutto sulle generazioni "2G" e "1,75G".

La possibilità di mettere in luce un “ponte” tra diverse culture e di evidenziare un percorso di inclusione sociale – che non significa però assimilazione – sono gli obiettivi principali che il partenariato di questo progetto europeo si propone, rivolgendosi a docenti ed educatori che si occupano di seconde generazioni di migranti in età adulta o in transizione verso l’età adulta.

I risultati che il progetto europeo si propone di raggiungere sono:

- Una ricerca comparativa tra i paesi coinvolti nel partenariato, basata sull’analisi secondaria di dati statistici e su interviste autobiografiche effettuate tra giovani-adulti e adulti discendenti di migranti che vorrebbero inserirsi nel mercato del lavoro

- un corso formativo di 20 ore incentrato sulle competenze interculturali e sull’approccio pedagogico basato sulle narrazioni autobiografiche. Docenti ed educatori per adulti i cui studenti sono principalmente le seconde generazioni di migranti, miglioreranno le loro competenze sociali e culturali nonché il loro approccio pedagogico per questo specifico gruppo di studenti. Il materiale del corso sarà principalmente basato sul materiale raccolto durante la ricerca sociologica comparata e su un’analisi approfondita dell’approccio pedagogico autobiografico. L’insieme del materiale sarà frutto del lavoro realizzato dal partenariato.

- un corso formativo di 16 ore rivolto direttamente alle seconde generazioni di migranti, che si realizzerà in 4 paesi del partenariato: Austria, Germania, Olanda e Svezia . L’approccio pedagogico basato sulle narrazioni autobiografiche intende sostenere l’autostima delle persone coinvolte nel progetto nonché migliorare le loro competenze comunicative, in particolare nel momento in cui affrontano l’inserimento nel mercato del lavoro nonché i colloqui di lavoro.

Il progetto elaborerà inoltre alcune pubblicazioni: una guida (report handbook) redatta nelle lingue dei paesi coinvolti nel partenariato che sarà alla base del corso formativo. Un rapporto di ricerca che raccoglierà i dati della ricerca comparativa e che costituirà materiale per il corso. Un Cd Rom contenente le raccomandazioni per i policy makers circa la qualità dell’educazione degli adulti con una particolare attenzione a quella rivolta alle seconde generazioni di migranti. Questi elaborati saranno disponibili gratuitamente senza fini commerciali a partire da settembre 2011.

Per massimizzare l’impatto del progetto, il partenariato intende coinvolgere anche altri attori sociali come gli esperti in campo dell’educazione degli adulti, i policy makers, le parti sociali e i datori di lavoro non solo per tutta la durata del progetto ma anche dopo la fine del progetto stesso.